ancora non andiamo a raccogliere fiori..

2012.05.05

Partiamo alle 5 nella bar “machine” della fausta, dove non si scalda solo il motore, ma anche gli animi tra i diversi fan presenti; a volte si alzano i toni e il buon renato ruggisce, mentre il conte fa un’attenta disamina dello stato di fatto. Comunque arriviamo a forca di gualdo dopo un bel viaggio “verbalmente energico”, aspettiamo qualche minuto il principe e poi dopo tanti anni scendiamo per la strada con l’auto che ci porta al fontanile. Saliamo sci in spalla verso il s.lorenzo fino al bosco e da lì chi ancora a piedi chi con le pelli. Giunti in cima il primo pendio non è continuo cmq da cima a tallone libero provo a scendere non è semplice per la pendenza, poi mi affaccio sul secondo salto ed è bellissimo vedere il laghetto laggiù,

neve splendidamente primaverile, bellissima; invito gli altri a scendere

Sosta ristoratrice al laghetto e risaliamo con le pelli per poi imboccare il s.lorenzo alla strettoia, ancora su neve stratosferica stupenda fino al bosco, immortalati con cineprese e altro da qualche girovago sbalordito dalle nostre tracce e godimenti di discesa.

http://www.youtube.com/watch?v=O0qziYHBG3c

 

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ponte sulle alpi

2012. 27 aprile 1 maggio

La meteo incerta, non ferma le velleità del gruppo, deciso a portare a termine l’obbiettivo, base al rif.Branca raggiunto nella notte di venerdì.

 

 

 

 

 

 

le previsioni salvano solo il sabato, decidendo così la salita al palon de la mare, ma ci saranno sorprese.la discesa in val rosole non è semplice, l’ ingresso alla forcella si presenta con molto ghiaccio e la parte sotto con neve non semplice da sciare

il giorno dopo la meteo viene rispettata, parzialmente, si decide di tentare il san matteo

 

il vento e le nuvole ci impediscono la salita fino alla cima, decidiamo di tronare indietro e di dedidarci ad altro.

rassegnati i più, al giorno seguente a nevicate e vento, le previsioni falliscono e allora……. rumba

ed infine una splendida sciata

e il giorno della partenza nuovamente neve, ormai a giochi fatti. complimenti a tutti

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qualche sprovveduto potrebbe pensare….. piove governo ladro

2012.04.21

Piove  azzzzzz, la sveglia antelucana potrebbe essere inaspettatamente inutile??? mi sembra strano, al parcheggio si cincischia un po’ e poi si parte con diaspora, noi quattro in majella, la fausta nell’altra macchina ai sibillini. Con noi un nuovo adepto pronto per il sacrificio. la strada per la lama bianca non è completamente libera obbligandoci ad un “portage” di 45 minuti, poi si sale su neve da subito, decidiamo di proseguire a piedi fino a sopra la strozzatura,

 

 

 

 

 

 

poi con sci sotto un bellissimo sole e qui la sorpresa; i rampant per il nuovo adepto non vanno bene e allora??!! si sciroppa la salita con ramponi,

la salita non è semplice si sprofonda. le cime sono avvolte da nuvole e il vento si fa sentire arrivati sotto l’ultimo spallone; fabio e daniel provano a salire per scendere la vespa, ma le nuvole e il vento impediscono la discesa così tornano sulle loro tracce mentre io e dorian ci buttiamo a capofitto giù nella rava su splendida neve arrivando a 10 minuti dall’ auto. Complimenti, grande prima di tutto rispetto per la nuova punta di diamante del prossimo anno.

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majella enogastronomica

31 marzo 1 aprile

Dopo un giro di telefonate mi ritrovo in partenza sabato pomeriggio sul camper di Alessandro con Fausto e Powder: destinazione Maiella.Il viaggio trascorre piacevolmente e la temperatura più che primaverile concilia la passeggiata precena a Caramanico Terme. Sosta per la preparazione del panino domenicale in un’alimentari che dalle nostre parti non vedi più da almeno vent’anni: prosciutto crudo e pecorino rigorosamente “local”.Si prosegue con aperitivo da Mario e via verso il ristorante “da Rondinella” a San Nicolao che già ci aspetta per la cena. Qui manngiamo le 2 mezze porzioni di primo più abbondanti che abbia mai visto di spaghetti alla chitarra e ravioli di ricotta, oltre agli arrosticini e grigliata mista e, cosa da non sottovalutare, il conto lo fanno ancora in lire!Risaliti sul camper raggiungiamo il passo San leonardo per trascorrere la notte. Siamo un po’ preoccupati per le condizioni meteo per la mattina; durante tutta la notte soffia un vento impetuoso, e non capisco se ogni tanto il camper ondeggia per le raffiche o perchè powder nella cuccetta sottostante non ha digerito gli arrosticini e si agita nel sonno!

Sveglia ore 5,30, il tempo di scolarci 2 moche di caffè da 6 in 4 e alle 7,00 muoviamo i primi passi sul sentiero che porta alla Rava della Giumenta Bianca. Il vento della notte ha spazzato via le nubi e ci lascia salire con il sereno.

 

Toliamo gli sci dallo zaino quando siamo quasi alla fine del bosco e iniziamo la salita per primi. Per me è il battesimo in Maiella e rimango affascinato dal paesaggio che mi si presenta davanti. La neve è molto dura e si procede subito a mettere i rampant, mentre il vento è ora assente e il sole ancora basso.

Quando siamo circa a metà salita si vedono sbucare dal bosco altri scialpinisti che contribuiscono ad affollare la valle. Gli ultimi 500 metri si fanno sentire e dalla spalla alla cima il mio ritmo di salita cala vertiginosamente (purtroppo la mancanza di allenamento la pago!!) mentre Fausto oramai è scomparso all’orizzonte.

Raggiunta la vetta in circa 4h 45m, ho giusto il tempo per ingozzarmi con mezzo panino che Fausto preannuncia il cambio del tempo: nel giro di 5 minuti veniamo avvolti da una fitta coltre di nubi che ci fa scendere velocemente ancora su neve durissima in alto, poi meglio dalla spalla in giù, sfilando altri scialpinisti che provano a salire avvolti nella nebbia!

Si scia fino al limite del bosco, poi sci in spalla fino al camper.1550 m quasi di dislivello, 10,6 Km in 6h 20 m.

Sosta di rito alla “Collina del Cavaliere” dove si pranza solo con bruschetta, tagliatelline funghi e tartufo e lasagne al forno perchè qui di certo non lesinano sulle porzioni.

Credo di essere tornato oggi a casa con qualche chilo in più.

Ma che bella la Maiella

Manuel

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un gran sasso al sambuca

31 marzo 2012

L’ambiente del Gran Sasso è comunque grandioso e dalla cima di Pizzo Intermesoli  lo sguardo si perde in ogni direzione. Siamo un mix di romagnoli e marchigiani, partiamo poco

dopo le otto da prati di tivo verso la val maone, ma fino alla cascata del rio arno è un po’ di cava e metti, poi da lì neve continua.

 

Alla salita della sella dei grilli arriva anche il gruppone di luca con il raduno. Con buon passo arriviamo in cima all’Intermesoli  praticamente sci ai piedi. Grande la visione sul corvo, sul cefalone , mentre appare nella sua magnificenza lo scrimone sulla ovest tutto continuo. Dalla cima, un po’ di diaspora, chi scende sulla ovest, chi verso il brecciarone e chi come me scende verso la conca del sambuco. Una danza sul filo di cresta tra lo strapiombo sulla val maone e della ovest

si arriva alla selletta;  Incredibile conca è immensa si perde la percezione dello spazio, bellissima da sciare anche con neve un po’ cotta, invitante e stupenda la sella tra pizzo pio XI e intermesoli,

continuo fin dove possibile poi sci in spalla per arrivare al rio arno e da lì con un ravanata  incredibile (assenza di sentiero segnato) si arriva a prendere prima la stradella della condotta poi  si ripella, per poco, e si arriva di nuovo alla strada della mattina quasi allo scavallamento verso prati di tivo. Dislivello circa 1600 mt.

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Val di Fleres e Val Racines

L’ “Old Team Dynafit” questa volta punta a nord in una delle poche aree delle Alpi italiane con innevamento al momento discreto.
Appuntamento per: Fausto, Andrea, Powder ed Enrico Venerdì pomeriggio alle 15 a RN nord (ma il professore ci aspetta a RN sud! …allora?!).
Viaggio in camper piacevole come sempre, si scherza si parla di tutto e il tempo vola che è un piacere. Prima delle 20 siamo a Colle Isarco, cena in un bel ristorante dove il proprietario fa scialpinismo e ci dà preziose dritte (in un italiano stentato) sul da farsi in zona, ci allunghiamo in Austria (9km) per fare il pieno (Disel 1,500 anziché 1,700). Pernotto alla partenza della gita scelta per l’indomani dove finisce la strada nella graziosa e non turistica Val di Fleres.
Nella notte facciamo la gara chi russa più forte ma fortuna alle 6,30 suona la sveglia! Colazione e via verso e Monte Muro (2.628 mt),si parte con sci ai piedi, bella gita classica di 1.250 mt di dislivello con vista impressionante sul Tribulaun, neve crostosa e ventata! fortuna che col sole molla un po’ e la discesa si fa senza particolari problemi,verso la fine incontriamo anche Italo Chesi con altri 2 ragazzi di Faenza! (che coincidenza!)

Arrivati al camper spuntino con piada e cassoni che offriamo anche ad Altoatesini incontrati durante la gita. Peccato che avevamo solo 2 pacchi di piada e 10 cassoni altrimenti avremmo potuto fare anche un business!!!
Scendiamo a Vipiteno dove facciamo 2 passi in un bel centro vivo e pieno di persone. All’imbrunire ci spostiamo verso la vicina Val Racines. Cena in una Gasthof lungo la strada (che non assomiglia neppure al locale di ieri sera) Per il pernotto proseguiamo sino a Valletta, l’abitato in fondo alla valle. Notte e sveglia come il giorno precedente. Oggi la meteo prevede peggioramento infatti come mettiamo fuori la testa dal camper per vedere la situazione è già tutto coperto.

      

Lungo la salita per Piccola Punta di Montecroce (2518 mt) incontriamo un anziano (70 anni?) con un suo amico con veramente tanta esperienza, 84 anni!!! 2 By-pass e 1 Pacemaker! Un Mito!!!

Ha il suo passo ma non si ferma! Neppure quando inizia a nevicare e calare le nuvole! In discesa penso di aver trovato la peggior neve della mia vita! Crostosa, ventata, dura come il marmo e tutta mossa (dai precedenti transiti) come un terreno messo sotto sopra dai cinghiali. Per scendere ci si spacca le gambe, servirebbe un paradenti per attutire le vibrazioni! Andrea stanco… l’ultimo pezzo toglie gli sci e preferisce scendere coi ramponi! Fortuna che nel team le condizioni della neve come importanza vengono dopo la bellezza dell’ambiente, la voglia di vedere posti nuovi e l’allegria e gioia dello stare assieme!!!

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granatina sibillini? ohhh yesssssss

17 marzo 2012

Caricato il cubo di daniele  in 5, sci sulla cappotta, in autostrada ci raggiunge una freccia dalla val marecchia con due nuovi appassionati e alle prime armi con il parco giochi sibillini. Si parte con del “portage” incallito, fino in cima al Porche che regala sempre splendidi panorami. Da lì incomincia la nostra corsa. Discesa dalla nord su neve molto dura scendendo si trova neve non trasformata bella, poi neve trasformata ma non ancora al bacio, risaliamo all’ anticima di vallelunga con l’intento di scendere il canale nord, ma la neve ancora non trasformata in valle lunga ci fa cambiar voglia e il canale invitante che scende verso est fa il resto. Neve stupenda e canale magnifico http://youtu.be/eFMGxCFvW1Y, da tempo volevo scendere da questo versante, scendiamo su dello zucchero e così anche alberto ci segue. Da lì scendiamo fin dove possibile poi rimettiamo le pelli e saliamo verso palazzo borghese arriviamo nella conca sentiamo sandro, che con i due adepti ha percorso itinerari paralleli, lì ritroviamo al porche in procinto di scendere; allora anche noi decidiamo di scendere dal fosso del brecciaro

 

 

 

http://youtu.be/enVuZ8DffeM

Ehi… tu uomo quando scendi  alle tre di pomeriggio con una luce speciale e una neve da film, la sera sicuramente farai contenta anche la moglie.Giro ad anello magnifico circa ore 7.30 dislivello 1500 mt.

 

 

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val di panico e dintorni

10 marzo 2012

Ci ritroviamo in tanti, (13 skieurs) questa mattina alla partenza nonostante la meteo preveda vento forte sui sibillini. Si decide quindi una salita un pò riparata e non sbagliamo scegliendo la val di panico. La val di panico ha ancora neve direi tanta rispetto alla piana, si procede bene eprima della forcella delle neve scegliamo di salire a sx e qualcuno un pò più in là.

 

 

La pendenza aumenta poi arrivati alla sella il panorama è notevole con tanta neve ancora in valle lunga e sul canale nord.

In tre scendiamo verso il casale del berro su poca neve e non tanto bella all’inizio che via via migliora notevolmente e diventa bellissima. Risaliamo poi velocemente in cima ma gli altri sono già scesi. Noi ci spostiamo sotto il  bove con neve bella poi su neve un pò pressata e a tratti un pò crostata scendiamo la lunga val di panico in un ambiente sempre unico.

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tentativo val di tela e discesa canale nord M.Rotondo

Ritorniamo al Rotondo nell’altro versante, io Daniele e Alberto.Saliamo con la macchina per pochi km lungo la strada sterrata che sale al Fargno ma ben presto la neve ci ferma, come per chi ci precede Giulio & amici. Incominciamo a salire lungo la strada con le pelli ma diversi sono i cava e metti, incrociamo un canale ripido che ci permette di tagliare un po’, ma la nostra meta è ancora molto lontana. Poco prima di arrivare al Fargno saliamo la dorsale e vediamo l’ingresso della val di Tela, cerchiamo di tagliare sci in spalla i pendii per arrivare all’imbocco, ma non è possibile bisogna percorrere la cresta e poi scendere dall’alto. Proviamo a scendere con un taglio verso l’imbocco, ma la neve pesante si stacca prendendo velocità, altro tentativo e di nuovo si stacca, il pendio ha preso troppo sole fin dalla mattina, così rinunciamo torniamo sui nostri passi (filmato su youtube canale gliamicidellafausta https://www.youtube.com/watch?v=91GJH97j-_Q ) e proseguiamo per la cresta fino a raggiungere m.Rotondo da lì decidiamo di scendere il canale nord e di raggiungere il casale Gasparri, di lì si ripella e risaliamo alla banditella per poi scendere e raggiungere la strada, il canale ripido del taglio e nuovamente strada con numerosi cava e metti. Temperature fresche e molto vento in cresta; neve molto buona nel canale nord del rotondo fino giù al casale Gasparri. Bel giro con bellissima visione del Bove, val di panico, tre vescovi, berro  e priora. Pochi stop e giro da 7 ore con circa 1200 mt e sviluppo notevole circa 19 km. Consigliamo la salita da casali più breve e con meno sviluppo.

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25.02.2012 m.rotondo dalla valle del rio sacro

dalla cima m.rotondoCi sono annate che riservano sorprese, quest’anno troviamo innevato un’itinerario  mai trovato con neve dal fondo alla vetta e martedì sera ricevo una telefonata… “ ho fatto un giro a piedi con mia moglie, mi sembra che sia in condizioni, se vai vengo anch’io”. Avevo espresso a Francesco l’intenzione di andare a vedere uno scorcio nobile e raramente ripetuto dei sibillini a fine gennaio e così dopo le nevicate di febbraio  mi ha telefonato.  Anch’io faccio qualche telefonata e sabato mattina siamo in tre, io, Emanuel ed Enrico mentre ci aspettano giù Francesco,Marino e Luigi. E’veramente bello fare un’uscita con Francesco che racconta le sue storie mentre vediamo una miriade di tracce di animali; si scende, si entra si passa si guarda si passa molto tempo con il naso all’insù a guardare lungo il rio sacroscorcio non abituali e veramente selvaggi.

 

 

 

 

 

Lasciamo il fondo valle e ci addentriamo in una faggeta per uscire su uno splendido pendio, da lì una cavalcata su pendii  sconosciuti

in fondo casale gasparri

 

 

 

 

 

e di lì con salita più impegnativa si raggiunge la cima di monte rotondo con un panorama che ti lascia senza fiato. Con neve stabile le possibilità di discesa sono veramente tante canali, pendii o dossi per poi con un traverso riportarti verso dx sopra la faggeta e da lì alla stradella. La neve era varia, mediamente pesante, ma la bellezza di quest’angolo dei sibillini insieme a Francesco  hanno regalato una bellissima giornata di scialpinismo lungo la valle del rio sacro.

Dislivello circa 1500 mt con uno sviluppo di circa 17 km a/r.

stefano

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