| Commento | Gli itinerari per salire e scendere dalla cresta del Redentore sono quasi infiniti e tutti belli, ma risalire il secondo canale di Q. Lorenzo affacciarsi al canale dell?Osservatorio, non poterlo scendere per immensa cornice quasi staccata, seguire coperti da nuvole tutto il filo di cresta, arrivare con squarcio di sole, all?imbocco del ghiaione sud-est immacolato scenderlo, salire alla comba per le scalette, puntare cima del lago poi lo scoglio dell?aquila e finalmente scenderlo è da 5 stelle, se poi si trova una neve così, il tutto è fuori scala. Ma partiamo dall?inizio. La casa mobile si muove in anticipo e sul far della notte di venerdì giunge a Castelluccio, mentre si sale a forca di Gualdo i fari illuminano qualche fiocco trasportato dal vento, da qualche parte nevica!!!La temperatura è sotto zero e un forte vento ci accompagna tutta la notte facendoci ballar la rumba dentro il camper. La mattina si aspettano Marco e Enrico, calati anche loro dalla romagna con pernotto dal buon Domenico. Partiamo per la salita del secondo canale di Q.Lorenzo, sulla piana neve a chiazze ma terreno gelato, le lingue di neve che scendono dai canali si protendono per oltre il loro limite normale, saliamo; quasi subito è da rampant. Arrivati in cresta ci spostiamo per vedere il canale dell?osservatorio, nostra intenzione era scenderlo risalire la valle di pilato salire alla comba per poi puntare a cima del Lago e scendere lo scoglio dell?Aquila. L?osservatorio come gran parte della cresta si presenta con una grossa cornice aggettante e sull? osservatorio si presenta staccata in più punti e vuota, la discesa è possibile per una becca di roccia stretta, utile corda. Le nuvole ci avvolgono non si vede bene quindi l?opzione in realtà già presa in considerazione, proseguiamo lungo la cresta molto bella con sprazzi di sole, fino ad arrivare all?imbocco del ghiaione, troviamo già altri, scrutano guardano, ma non scendono. Ci si affaccia e i primi metri sono sempre di tutto rispetto, c?è un po? d?indecisione anche fra noi per la prospettiva della lunga traversata dell?indomani in majella, i metri cominciano a farsi sentire soprattutto poi la risalita, ma si và. I primi 40 metri sono indescrivibili, fantastici fondo duro e neve incantevole sopra, poi sempre sempre molto godibile, traverso senza scendere del tutto sul lago e risalita con picca e ramponi per un breve tratto per arrivare alla comba verso la sella delle ciaule. Qualcuno ripensa all?eventuale rinuncia, ?sarebbe stata da piccozzata?, ormai il sole ci sorride si sale verso la cima del lago e lungo l?aerea cresta arriviamo allo scoglio. Anche qui i primi metri sono da brivido, ma il panorama è stupendo scendere con lo scoglio al nostro fianco su una neve che è fuori da ogni scala da inizio alla strafine. Dopo sei ore arriviamo alla strada con sci ai piedi e un sorriso stampato che ci ha accompagnato per tutta la discesa. Gita da bacio e così è stato. Ah dimenticavo il bello viene domani con una traversata??ma se volete sapere qualcosa in più cliccate su traversata Fara di S.Martino. |