| Commento | Lette le gite percorse su Gulliver non resta molto da rallegrarsi, più che relazioni di itinerari si tratta di interminabili elenchi dei danni subiti dall'attrezzatura nella tal o tal altra escursione.
Visto che la voglia di sci alpinismo è tanta stavo già tirando le paglie tra i vari itinerari che mi interessavano ben conscio della necessità di un nuovo paio di sci per la stagione futura... quand'ecco che nel buio del mio cervello (ed è davvero buio) si illumina la speranza... 'se la neve è poca è possibile che a sud in quota sia già trasformata'.
Detto fatto facciamo rotta per la val Maira; il parcheggio è animato da fervidi scialpinisti, ma come imbocchiamo il vallone del Cassorso siamo soli. Dall'alto scorgiamo le gite dirimpetto a noi, rigorosamente in ombra, traboccanti di sciatori.
La salita al sole scorre veloce, la discesa anche: la neve è ottima e la compagnia di Franco idem, ma la soddisfazione più grande la otteniamo ritornati al parcheggio: gli sci alpinisti bianchi come mozzarelle stanno facendo la conta dei danni quando al nostro arrivo si interrompono... siamo abbronzatissimi e sfoderiamo due sorisi da 72 denti. Le domande sono rituali 'dove siete stati?' 'al Cassorso', 'e la neve?' 'trasformata, ottima', 'pietre?' 'nessuna!'.
Non ripetiamo a nostra volta le domande, mica vogliamo deprimerci!!! |