| Commento | Il Capitano chiama e il drappello risponde ?Presente?. Siamo in 15 sabato
mattina lungo l?A14, raccolti tutti eccoci, con puntualità svizzera,
al casello di Bolzano Sud. Saluti e convenevoli poi, nuovamente in macchina,
destinazione Val Venosta, quindi Vallunga sino a Melago, per salire la Palla Bianca (Weisskugel per chi non parla l?italiano). Al parcheggio (1930 m) incontriamo due veneziani che, trovate condizioni pessime: neve pesante e marcia, decidono altre mete, per il giorno seguente.
Ma il Capitano ha chiamato, abbiamo fatto 500 km, le previsioni della Fausta danno
temperatura in calo, perciò non ci facciamo troppi problemi e iniziamo a salire verso il Rifugio PIO XI. Alle 15 inizia a nevicare, la neve è marcia e presente a tratti, avanziamo con gli sci, un pò in spalla e un pò ai piedi, è un continuo cava e metti, una vera rottura di maroni!
Alle 17.40 siamo al rifugio PIO XI (2544 m), siamo il gruppo più numeroso, ma non i soli, ci sono anche due gruppi teutonici, uno di 12, con ben 8 donzelle, alla faccia. Affamati chiediamo per la cena, la Sig.ra comunica la necessità di
fare dei turni; prenotiamo il primo, cena ore 18.15. Qualcuno più affamato
tira fuori le piccole luverie ma subito la gentilissima Frau ammonisce ?Non mangiare niente prima di cena, c?è tanta roba?. Per trascorrere il tempo, c?è anche chi cerca di farsi massaggiare la schiena dalle ragazze, dice ?Sono a pezzi, in stato pre-agonico?, ma anche sta volta un?s batt un ciod! Arriva, agognata, l?ora della cena, è proprio così c?è n?è in abbondanza, minestrone (con notturni effetti collaterali, per qualcuno), scaloppine con patate, insalata mista e dulcis in fundo il DESERT: una galattica fettona di strudel. E all?esterno; il tempo rimane molto variabile, qualche squarcio, ma continua debolmente a nevicare, speriamo nella Fausta e nella giornata di domani. Poi, breve ripasso dei nodi e quindi in branda. Camerata comune da 16 posti, prima della buonanotte, qualche sfilata, l?inutile tentativo di infilarsi nella branda dell?Elena e massime da libro di poesia. ?Attenta, fai un segno, perché René è uno che viene dolce!!? Per tutta la notte ci accompagna un fortissimo vento, la mattina seguente però le nuvole ci sono ancora e anche la debole nevicata, un?è cambiè gnint, qualcuno si chiede ?Ma se ir un?era oz, alora oz un?è dmen??. Frau a colazione, veramente galattica anche questa, però ci rincuora ?Il tempo migliora? e così, alle 6, si parte. Subito la rottura del puntale del Dynafit costringe ad un anticipato ripiegamento verso valle dell?Elena, peccato! Il minestrone porta a compimento il suo effetto Capitan, Renè torna indietro dopo un ultimo, inutile, accovacciamento dietro a enorme masso. Ahi noi, il tempo non migliora anzi, nevica più intensamente e con vento, a tratti anche forte, si iniziano a vedere i primi enormi seracchi pensili; proseguiamo e dietro di noi il folto gruppo di teutoniche.
Intorno alle 8, raggiunta quota 3100 m, ci fermiamo, le nuvole sono molto basse e fitte, non permettono di vedere cosa abbiamo intorno, sopra e dove andare, abbiamo
si l?azimut, ma ci sono i crepacci da aggirare, quindi l?alto là è d?obbligo,
Sorgono dubbi ?Non ne vale la pena, non vediamo niente, è pericoloso?. Mentre si
discute le Teutoniche, ci superano legate, il loro generale conosce il tracciato, ha già fatto la salita un?altra volta. E? l?ora delle decisioni, il buon Italo, in forma mundial ci sprona, ma non tutti lo seguono. Ci dividiamo in otto proseguiamo, accodati alle teutoniche, gli altri tornano indietro. Dopo 20 minuti scopriamo che la Frau aveva ragione, usciamo dalle nubi, sotto rimane ancora coperto, ma il cielo si apre sopra di noi, il panorama è stupendo, vediamo bene la nostra meta, puntiamo alla sella a circa 3350 m, un?ultima sosta per ricaricarci e partiamo, ancora con gli sci ai piedi, all?attacco dell?ultimo pendio molto ripido (intorno ai 40°).
Intorno alle 11.40, dopo aver lasciato gli sci un pò più in basso, siamo alla croce, in vetta (3739 m). Il Capitano dice ?Grandissimi tutti, ma un plauso speciale alle nostre ragazze e a due dei tre Alberti? .
Foto di rito e subito, si scende il pendio appena salito, la discesa alterna tratti con neve polverosa a 5 stelle ad altri con crosta, poi nei pendii sotto è veramente da urlo. Peccato per la scarsa visibilità che ci riaccoglie dalla sella sottostante la vetta, grandissima sciata su neve quasi perfetta dura
con un pò di nevina fino all?altezza del rifugio poi neve trasformata e
portante grazie al freddo della notte fino alla malga, discesa siuper!!!!!
C?è ancora molta molta neve. Giunti alle macchine si festeggia il compleanno
di Sandro con una miracolosa torta di mele preparata dalla Grazia e ripartiamo
per la romagna. Week end superlativo per l?ambiente, per il giro, per neve
ma soprattutto per la brillante compagnia.
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