| Commento | Gli ADF, si ritrovano quasi al gran completo agguerriti per quella che sarà sicuramente alla fine della fiera l?uscita dell?anno. I quattro più due che il giorno prima erano al sibillo, durante il pomeriggio sono scesi in quel di ascoli, ridente città e a detta della fausta con gran gnocche. Il Berisch ci accoglie e tratta da principi, ma senza il principe andiamo, affamati a cena da Emidio; il rosso piceno scivola bicchiere dopo bicchiere, con una cena allegra e ricca di assaggi tipici, terminata con 3 vergognosi (a detta di Emidio) caffè d?orzo e uno liscio. Due passi con cicerone berisch, poi chi in un bordello (Marco e Enrico) e chi in un bordello mobile va a dormire. L?appuntamento per il giorno dopo è alle 6.15 già colazionati al parcheggio della gin tonic a S.Benedetto, noi con casa mobile pernottiamo lì. L?appuntamento poteva sembrare uno dei soliti, ma chi o meglio cosa ti arriva alle 6.15 un fiammante pullman rosso. Ci contiamo siamo in 34, sì avete letto bene è l?esercito dei mitici. Gli ADF sono più di 1/3, poi anconetani, ascolani, grottamarese e qualche altro senza patria. Tutto questo per cosa? Per qualcosa di straordinario la traversata da passo S.Leonardo a Fara di S.Martino. La scelta per salire all?Amaro cade sull? itinerario più veloce e fattibile al momento, cioè per la direttissima, si parte con un salto da ciglio della strada ci sono 40 cm di bordo, tutto è bianco. Siamo una mucchia colorata e comunque dal buon passo, troviamo altri che prima di noi sono saliti ma scendono dalla stesso itinerario, con 2 ore e 45 dei primi e le 4 ore 15 del mitico Calibba siamo tutti in vetta. Da questo momento in poi le sensazioni, le emozioni, i luoghi e la neve, ci divorano il cuore e la mente, ubriachi per le curve, storditi dai pendii, frastornati da questa natura, ad ogni sosta sono solo meraviglie. Non c?è un nome unico per la valle che stiamo contemplando inizia con la val Cannella, prosegue per la valle di Macchia Lunga e termina nella forra di S.Spirito per quelli che saranno i 1800 metri di dislivello in discesa più belli dell?intera stagione e forse andando a ritroso poche altre possono occupare il cuore di chi naviga fra monti e valli con gli sci. Avete letto bene siamo partiti da quota 2793 m e abbiamo tolto gli sci a 1005 metri per 1800 metri su qualcosa di bianco tipo neve ma mille volte meglio, poi per altri 555 metri lungo un sentiero fra pareti a strapiombo alte 300-400 con il sentiero che si apre e si richiude in strettoie all?improvviso, sorgenti e fontane naturali costellano un itinerario grandioso. La chiusura a Fara di San Martino dove ci aspetta il fiammeggiante pullman rosso è da incorniciare; dal vano escono fuori non due conigli, ma bensì due tavoli che vengono addobbati di formaggi, funghi, carciofi, salami,lonza, pane, pizze, pomodori e ancora, ancora????.e vino a volontà. Tutto nello spirito di 34 amici che con la passione per la montagna hanno da ieri, sicuramente riservato un posto speciale per questa grandiosa giornata, per l?ambiente visitato, per la neve sotto gli sci e per le persone incontrate. Un ringraziamento ad Andrea e Enrico per quello che ci avete regalato. |